I 10 giocatori NBA più “vecchi”
All’alba dei 40 anni, sopravvivono nella lega ancora alcuni giocatori in grado di fare la differenza ed eccellenti comprimari capaci di tener testa a giovani e rampanti ventenni con tutta la loro tecnica e la loro esperienza.
Vediamo quali sono questi 10 terribili (e temibili) “vecchietti”:
10 – Antonio McDyess – Settembre 7, 1974
Questa è la sua 15 esima stagione da pro ed è ancora una pedina importante per gli Spurs, dove divide il minutaggio con Blair e Splitter. Per lui ancora 15-20 minuti di qualità.
9 – Derek Fisher – Agosto 9, 1974
15 esima stagione, 5 titoli al dito (e va per il sesto), fisico ancora integro..chi darebbe 36 anni a “The Fish” ??
Ancora nello starting five di Los Angeles, la sua esperienza e il suo tiro da fuori lo rendono ancora un’arma affilatissima nella faretra di coach Jackson e un leader nello spogliatoio.
8 – Marcus Camby - Marzo 22, 1974
15esima stagione in Nba è chiamato a colmare il buco lasciato da Oden al centro dell’area dei Blazers. E’ ancora, a 36 anni, uno dei migliori rimbalzisti e stoppatori della lega, quinto tra i giocatori attivi in rimbalzi conquistati e terzo nella stessa graduatoria alla voce stoppate.
7- Steve Nash – Feb 7, 1974
Nash ha 36 anni…ahah…Nash gioca come uno di 30, quasi 17 punti per allacciata di scarpe a cui aggiunge 11 assist per gara, quarto assistman di tutti i tempi..e ancora in attività. Nash è un professionista, si sà, è capace di amministrarsi e giocando meno di un tempo riesce a dare il suo solito impatto come negli anni dell’mvp. Gli manca il titolo..chissà che prima di febbraio non prenda un aereo..ancora capace di cambiare la geografia dell’Nba..
6 - Theo Ratliff – Aprile 17, 1973
Dopo aver perso (asfaltato, ma senza colpe da O’neal) in finale coi Sixers di Iverson un titolo, Theo cercherà quest’anno di dare il suo apporto proprio ai servigi di quei Lakers che gli dettero quel dispiacere.
16esima stagione e il compito di sostituire Bynum a inizio stagione per un giocatore, intimidatore, che può essere ancora molto più di un semplice porta asciugamani.
5 – Jason Kidd – Marzo 23, 1973
Kidd, 17esima stagione, 37 anni, titolare a Dallas, un playmaker che ancora sposta e d’altronde quando uno sa giocare…L’anno scorso quinto alla classifica assist, con 9 a partita conditi da 10 punti, per uno dei miglior registi della storia del gioco e non stiamo a sottolineare i record eccetera eccetera. Manca una cosa, l’anello…ce la faranno Giasone e gli Argonauti (Nowitzki, Terry..) a raggiungere il vello d’oro???sembra possa essere l’anno buono…
4 – Juwan Howard – Febbraio 7, 1973
L’ultimo rimasto dei Fab Five (i compagni Jalen Rose e Chris Webber si sono già ritirati da tempo per problemi fisici) a 37 anni si gioca la 17 esima stagione Nba e porta tutto il suo apporto alla causa Heat, nella speranza di ritirarsi con almeno un anello al dito. L’anno scorso ha prodotto 6 punti e quasi 5 rimbalzi ai Blazers, quest’anno deve dare qualche minuto di qualità anche visto l’infortunio di Haslem.
3 – Grant Hill – Ottobre 5, 1972
In pochi avrebbero pensato che Grant Hill potesse arrivare a giocarsi la 15 esima stagione Nba dopo i numerosi infortuni e operazioni che hanno segnato la carriera di un gran giocatore, ma che poteva essere un grandissimo.
Paragonato da coach Gentry a Benjamin Button, ora Hill, in ottimo stato di forma dimostra cestisticamente 5 o 6 anni in meno di quelli che ha e fornisce un apporto di quasi 15 punti e 5 rimbalzi a partita ai suoi Suns…non quello che ti aspetti da un 38enne..
2 – Kurt Thomas – Ottobre 4, 1972
Alla 16 esima stagione Nba e a 38 anni, dopo essere passato dai Bucks ai Bulls (ottava squadra in carriera) garantisce ancora 15 minuti di fiato a Noah e Boozer con 4 rimbalzi di media e qualche punto.
1 – Shaquille O’ Neal – Marzo 6, 1972
38 anni, tanti acciacchi, ma quando gioca ancora sposta. Dopo 4 titoli ha provato, cambiando più volte maglia, a raggiungere il quinto anello da mettere al ditone. L’ultimo tentativo al fianco di LeBron James è fallito miseramente, quest’anno in compagnia degli arzilli vecchietti di Boston, se starà bene, sarà probabilmente la sua ultima chances e forse proprio contro i Lakers…Shaq assicura ancora 15-20 minuti di qualità e farà sicuramente di tutto per dare qualche dispiacere all’odiato Kobe…





Se Steve Nash dovesse chiudere la carriera senza almeno un titolo sarebbe una delle ingiustizie più incredibili della storia di questo gioco…uno se lo merita come pochi altri sulla faccia di questo pianeta
Assolutamente d’accordo, anche se credo che Nash, per lo spirito che ci mette, non sia uno di quelli da cambiare squadra per formare una corazzata pur di vincere qualcosa ma il cui valore sarebbe da dividere tra troppi. In passato altri ci han provato, ad esempio Malone senza riuscirci, altri ci son riusciti come Payton (che ci aveva per altro già provato a LA)..solo che in quell’anello lui non verrà ricordato come protagonista (al massimo the glove viene ricordato per la finale persa da Seattle) ma come gregario
well well… penso che nash sia meritevole di un anello ma non da meno potrebbe essere jason kidd… pollice verso per una citazione sbagliata, ovvero non fu ratliff a essere brutalizzato dallo shaq più forte di sempre ma mutombo (ci fu lo scambio a febbraio 2001)… e poi io la vedo che payton fu un grandissimo e che comunque il suo ruolo nei miami 2006 fu fondamentale, sebben diventato un buco difensivo (ancora memori della finale 2004, dove fu annichilito da billups), poichè mise dei tiri molto importanti, uno fondamentale…
su ratliff hai ragione, lack of memory…su payton quello che volevo non era che non fosse stato fondamentale, ma che quell’anello verrà ricordato come quello degli heat di shaq e wade così come quei seattle supersonics saranno ricordati come quelli di payton e kemp…non che poi Detlef Schrempf, Nate McMillan e co non fossero importanti..