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Antoine Walker, parabola di un campione

6 Dec 2010 by nalduz, 3 Commenti »Condividi

E’ notizia di questi ultimi giorni che The Genius, all’anagrafe Antoine Walker, ex stella di CelticsHeat (per nominare solo le due migliori incarnazioni), ha firmato un contratto con gli Idaho Stampede di D-League per saldare i debiti con la giustizia per le accuse di bancarotta fraudolenta cadute su di lui nel maggio 2010. La salatissima multa (12,7 M di $), vede ancora un insoluto di 4,3 M di $ dopo che The Genius ha pagato parte di questa tramite la vendita della sua casa di Miami e di altre tre proprietà a Chicago (sua città natale). La situazione quindi è parecchio grigia su questo giocatore (metà del costo dei suoi avvocati glieli ha pagati l’amico ex compagno di college Nazr Mohammed). Rivisitiamo un attimo la sua carriera: nato a Chicago 34 anni fa alla high school va alla Mount Carmel dove gioca insieme al futuro grande QB di Philadelphia EaglesWashington RedskinsDonovan McNabb. I suoi risultati lo portano ad avere una borsa di studio per la Kentucky di Rick Pitino dove sin dal primo anno è titolare e vincitore del premio SEC tournament MVP. Il secondo anno lo vede ancora protagonista con la nomina a All-SEC firstAll-SEC tournamentAll-NCAA Regionals teams. Dopo due anni di college si rende quindi eleggibile per il ricchissimo draft del 1996 dove viene scelto alla sesta assoluta dai Celtics (se uno non lo sa ed è tifoso Celtics, sconsiglio caldamente di andare a leggere qualche nome tra quelli scelti dopo di lui). Primo anno esaltante per lui, leader di squadra in punti e rimbalzi e nominato All rookie first team, ma per Boston si assiste alla peggior stagione nella storia della franchigia (15 W a fronte di 67 L). La stagione successiva vede Walker convocato all’All star game, in quella che è un’altra stagione buia per Boston che vede come nota positiva una scelta alta al draft che si trasforma in Paul PierceWalker ePierce risollevano negli anni successivi i destini di Boston, riportando i playoff e le stagioni vincenti in Massachussets. Prima della stagione 2003-04Walker viene spedito a Dallas, dove dura fino a metà stagione quando viene spedito ad Atlanta in compagnia di Tony Delk per Jason Terry. A febbraio 2005 torna quindi ai Celtics grazie ad una trade che vede coinvolto tra gli altri Gary Payton. A fine stagione i Celtics lo rilasceranno e firma con gli Heat di ShaqWade. Al secondo anno arriva il tanto agognato anello, ormai Antoine è solo un tassello del puzzle e non il terminale della squadra, ma Pat Riley riesce a “lavorarlo” e a renderlo persino un quasi-difensore! Dopo un paio d’anni di scantinato tra Minnesota e Memphis l’addio alla NBA nel 2008. Poi nel 2009 iniziano i primi problemi finanziari dovuti ai debiti di gioco e Walker cerca di raccimolare due soldi andando a giocare nei Guaynabo Mets nella lega portoricana dove a metà stagione viene rilasciato e ad aprile 2010 il suo annuncio di voler tornare in NBA. Ed eccoci ora ai giorni nostri, con Antoine inguaiato con la giustizia causa bancarotta fraudolenta, indebitato fino al collo, arrestato sia nell’aprile 2009 per guida in stato d’ebbrezza che nel luglio dello stesso anno per non aver pagato debiti per oltre 800.000 $ con tre differenti casinò di Las Vegas e con vecchi amici che gli pagano gli avvocati, costretto a giocare in D-league per cercare di sbarcare il lunario. Ennesima brutta storia di ragazzi che si trovano un mondo dorato di fronte venendo dai sobborghi americani e non sanno come gestire le luci della ribalta. Non resta che augurargli il meglio, anche se a noi (o almeno a me) che sappiamo cosa sia il sudore sulla fronte per portare un piatto in tavola la sera, certi sperperi fanno un pò alterare.

nalduz

3 Commenti

  1. gyro says:

    Pienamente d’accordo con te… The Genius faceva parte degli amatissimi (da me) Heat da titolo, per cui nutro per lui una qual certa simpatia… Preferisco glissare invece sulle sue abitudini fuori dal campo…

  2. smev13 says:

    precisiamo che il titolo arrivò al primo anno agli Heat, e cmq non è che fosse poi solo un tassello marginale, andate a controllare le mere statistiche… certo, era solo scenografico in difesa e a volte sconfortante in avanti, ma alla fine la sua presenza ebbe un senso in quei 15 strong…

  3. nalduz says:

    Bravo smev13 hai ragione, mi sono confuso, Walker è arrivato al secondo anno di O’neal agli Heat e non insieme a lui

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